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La filosofia del Temporary Shop

 

Non è indifferente il meccanismo psicologico che si innesca nel consumatore di fronte all'apertura di un temporary shop.

Come ben sottolinea Rosanna Marchegiani su www.manageronline.it leggiamo: «Sulla vetrina c'è pure un countdown che indica i giorni, le ore e persino i minuti che resterà ancora aperto.
Allora dobbiamo sbrigarci ad entrare
».

"Certo, perché i temporary shop possono restare aperti da pochi giorni ad un mese, massimo due.
E il meccanismo che innescano nei potenziali clienti è proprio questo: affrettarsi per non perdere l'occasione, perché il negozio chiuderà e non riaprirà più.

La paura di non riuscire a cogliere l'opportunità, di perdere un evento irripetibile, può spingere all'acquisto senza pensare troppo se il prodotto che stiamo comprando ci serve realmente.
Se a questo aggiungiamo che, come quando si è assistito a qualcosa di unico ed irripetibile, il giorno dopo lo si racconta ad amici e colleghi, ecco che si crea un effetto tam-tam e il gioco è fatto.

Il temporary shop ha raggiunto il suo obiettivo: stimolare la curiosità inducendo a visitare il negozio prima che sia troppo tardi, perché l'evento finirà presto. Così viene completamente rivoluzionata l'idea che per incrementare le vendite è fondamentale creare relazioni stabili con la clientela."

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